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PASTICCIO PdR

11.4.07

I TITOLI DEL VINO

IL MIO VINO
Seduti,immagino già lo siete.
Stappate una bottiglia di
vino, una qualsiasi bottiglia,
versatene un bicchiere
e preparatevi a quatto chiacchiere
che ci accompagneranno
nel magico mondo dei vini.
Intanto facciamo una premessa
per riconoscere meglio questo
fantastico nettare, pensate che
magico lo consideravano già
i popoli più antichi.
Quando prendo una bottiglia,
mi piace prima leggere l’etichetta:
“vitigno, i titoli, il viticoltore che lo produce,
l’annata, dove viene prodotto,
il nome della bottiglia stessa e la gradazione”.
Comunque quattro sono i fattori che
determinano tipologia e qualità.
IL VITIGNO ogni varietà di uva ha
infatti sue specifiche caratteristiche ed
è destinata a produrre uno specifico
tipo di vino. ( Montepulciano, trebbiano,
primitivo di manduria, merlot, aglianico,
nero d’avola ecc).
IL TERRIOR questo e forse l’elemento
più importante, infatti vitigni uguali in
terrier diversi danno vini molto diversi.
Non a caso il nome del vino è spesso il
nome del territorio.
VITICOLTORE l’intervento del
produttore è decisivo sia in vigna, sia
in cantina.
L’ANNATA soprattutto nella fase della
maturazione, in vista della vendemmia,
l’andamento climatico è fondamentale.

I TITOLI DEL VINO
Le diciture possono essere usate solo
se il disciplinare di produzione dei vini
lo consente. Il disciplinare stesso
fissa tutte le caratteristiche che il produttore
deve rispettare per uno specifico vino .
-DOCG La docg (denominazione di origine
controllata e garantita) è un marchio di
qualità come la doc ma con ancor più
rigide regole, area di produzione più ristretta
rispetto alla doc, regole per le uve utilizzate,
regole per la maturazione in botti ecc.
Nella nostra regione il Montepulciano
“colline teramane” è la prima docg abruzzese.
-DOC la doc (denominazione di origine controllata)
è un marchio di qualità che viene attribuito a quei
prodotti le cui peculiari caratteristiche qualitative
dipendono esclusivamente dal territorio in
cui sono prodotti. L’ambiente geografico comprende
sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali),
sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate
nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che,
combinati insieme, consentono di ottenere un
prodotto inimitabile al di fuori di una determinata
zona produttiva. Affinché un prodotto sia doc,
inoltre, le fasi di produzione, trasformazione ed
elaborazione devono avvenire in un area
geografica delimitata. Chi fa prodotti doc deve
attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel
disciplinare di produzione .
-IGT (indicazione geografica tipica). È il marchio
di qualità che viene attribuito a quei prodotti per
cui una determinata qualità dipende dall’origine
geografica e la produzione, trasformazione avviene
in un area geografica determinata. Insomma,
parte del processo produttivo avviene al di fuori
dell’area delimitata.
-CLASSICO si usa per quei vini prodotti con
uve coltivate in zone specifiche che però, sono
state allargate nel corso del tempo. Il caso per
esempio del chianti e del cirò, nel tempo hanno
visto diventare più grandi le aree autorizzate ad
usare la dicitura Doc ma di cui è stata tutelata
la zona d’origine. Esempio: il Chianti per poterlo
definire classico è necessario che le uve provengono
esclusivamente dai comuni, elencati dal disciplinare
in cui originariamente si produceva il chianti e non
dai nuovi territori che sono stati aggiunti in seguito.
-RISERVA indica un vino che viene invecchiato
per un periodo minimo superiore rispetto alla
versione normale, il periodo d’invecchiamento
e il contenitore dove invecchia, se in botte o
bottiglia, viene stabilito caso per caso dal disciplinare.
Il periodo d’invecchiamento previsto è quello minimo
e nessuno vieta di prolungarlo, definito sempre
dal disciplinare.
-SUPERIORE indica un vino che ha una gradazione
alcolica superiore rispetto alla versione normale,
il disciplinare ne stabilisce i valori.
Esempio: 12° versione normale base, e 12,5°
per il superiore, si è liberi comunque di avere
una gradazione più alta e non chiamarlo superiore.
Affascinante è anche la geografia del vino in Italia,
ogni regione ne ha una varietà notevole.
Per non essere troppo lunghi cito due curiosità e
poi largo alle sentenze.
Sapevate che il famoso Barolo è realizzato da
100% uve nebbiolo, e il nome deriva da una cittadina
posta al centro di una zona tagliata da due torrenti,
a ovest si producono barolo più forti, a est più eleganti
e gentili. Stessa cosa è per il Taurasi realizzato da
100% uve aglianico in più invecchiato minimo per
37 mesi di cui 12 in botte; il nome deriva dal borgo
Taurasi. Il Cirò è formato per il 95% da uve
gallioppo più l’invecchiamento particolare.
In Abruzzo il Montepulciano e il Trebbiano
rappresentano il 90% dell’intera superficie vitata.
Altri vitigni che compaiono sono il pecorino, passerina,
cococciola, di uve bianche.
Montonico, usato spesso per base allo spumante.
Tintilia, uve rosse. Moscato di castiglione a casauria
bianco, tutti difficili da trovare.
Il sangiovese, il merlot, cabernet, sauvignon,
chardonnay, spesso queste uve vengono usate,
per miscelarle con altri vitigni.
Interessante è il Controguerra Doc ( sia bianco
che rosso ) io lo preferisco bianco, formato
con il trebbiano toscano per il 60%,
passerina minimo 15%, altre uve a bacca bianca
max 25%. Anche perché il rosso non l'ho ancora
assaggiato.

5 commenti:

ZIO ADOLFO ha detto...

CARO DeSantis ti consiglio di visitare questo sito, http://www.collilanuvini.it/
prendere contatto per associare il nostro territorio....

PJ ha detto...

VIVA LU VINE VIVA LA BRUSCOTTA VIVA LA FEMMENA BUZZICONA E TRACAGNOTTA!!!!!!!!!!!!!!!!

pannina ha detto...

Caro De Santis, come disse una volta PJ, lei è un poeta.
Mi associo al suo cantico enologico con una citazione romantica, e assai veritiera, del grande poeta Orazio (suo collega di altri tempi..):
"Il vino porta alla luce i segreti nascosti dell'anima".

Rosso, sempre.

Saluti
Pannina

De Santis la minoranza ha detto...

Veramente interessante sta cosa
Zio Adolfo!!!!!

Palmiro Cangini ha detto...

se si parlasse un pò più di vino e magari si consumasse anche le cose andrebbero molto meglio.....in questo blog!
vai de santis e fai la tua bella cantinola..faresti passare qualche bel momento piacevole a tante capocce!