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PASTICCIO PdR

15.9.08

UN PIANO A CRESCITA ZERO


La storia che ho bisogno di raccontare oggi, inizia a Cassinetta di Lugagnano (MI). Questo piccolo centro sul Naviglio (1500 abitanti) gode di un invidiabile primato. L’attuale Amministrazione Comunale ha varato recentemente il primo esempio italiano di PRG A CRESCITA ZERO. Trattasi sostanzialmente di un PRG in tutto e per tutto uguale a quello adottato dal nostro Comune, con la sostanziale differenza che a Cassinetta non sono previste zone d’espansione. Cassinetta dice stop al consumo di territorio a scopo edificatorio, indirizzando la crescita verso il recupero. Il termine crescita zero è infatti da riferirsi solo alla nuova edificazione: studi preliminari hanno evidenziato che sarà comunque possibile avere un aumento della popolazione residente grazie al patrimonio edilizio esistente sottoutilizzato o in disuso. In soldoni, inutile continuare a consumar terra se ci sono case vuote. Credetemi, è una svolta sostanziale. Quando la scorsa primavera fu annunciata l’adozione del nuovo PRG, mi posi una sola domanda: sono previste zone di espansione? La risposta fu certo che si. Deluso domandai in base a quale previsione demografica, evidentemente positiva, si potessero prevedere nuove case a Prata. Per chi? Per quale motivo? Mi fu risposto che un minimo di espansione ci vuole, non si sa mai. Come il sale nell’acqua della pasta. E intanto Prata ha un patrimonio abitativo inutilizzato e da recuperare per almeno altri 400 abitanti. Perché dobbiamo costruire nuove case quando ne abbiamo a sufficienza disabitate? A questa ultima domanda qualcuno mi ha dato risposta solo molto tempo dopo, un amico esperto più di me in materia mi spiegò che, un privato cittadino deve poter godere liberamente e pienamente dei suoi beni e per questo casomai costruire quel che vuole dove vuole nei limite della legge. Libertà quindi. Diritto a fare. Io continuo a credere che l’uomo sia sostanzialmente una capra, incapace com’è di capire; la libertà che si è dato sta distruggendo il territorio. L’Italia era il Bel Paese, adesso è un delirio di abusivismo, cementificazione, speculazione, orrori. In nome della libertà. Ottimo. Preferivo la galera con vista sulla baronia di carapelle anno 1200.
Sappiamo tutti che il Piano adottato dal nostro Comune giace in qualche cassetto a far sonni tranquillamente inefficaci; tutt’oggi non si è avuta risposta alle Osservazioni presentate dai cittadini e tutto lascia pensare che anche questo tentativo di dotarci di un piano finirà come i precedenti.
Viste premesse e contenuti, rallegriamoci, in attesa di svoltare.
Per info:

6 commenti:

Palmiro Cangini ha detto...

Quindi se uno qualsiasi (paesano o no) volesse farsi la villetta a prata con 200 mt di giardino non potrebbe perché dovrebbe scegliere per forza il primo "casarino" libero del comune da ristrutturare...
E' chiaro che se tu non ti ritieni sufficientemente preparato per argomentare sul tema io dovrei cucirmi le labbra ma comunque non mi sembra una buona politica quella di vietare nuove costruzioni nel rispetto delle regole.
Anche perché una cosa non esclude l'altra...

De Santis ha detto...

Faccio un esempio: in toscana a Siena, Volterra ecc. non si è mai
costruito al di fuori delle mura del centro storico, di sicuro ci sono altri posti dove poterlo fare è lecito, e non mi sembrano città o paesi bruttini.....
Pensiamo o immaginiamo L'Aquila solo all'interno delle sue mura, senza quelle accozzaglie di case intorno la così detta periferia.
Avete mai fatto un giro dentro la città? in rapporto è come Prata,
abbandonata.
Curiamo prima questo problema, il resto, poi
se ne può discutere.
Sono d'accordo PJ.

Palmiro Cangini ha detto...

Ragazzi per favore!
Non si può varare un piano regolatore che vieti le nuove costruzioni. Si parla di prata e cioè di un piccolissimo comune dove non si vedranno mai i palazzoni di coppito ma solo casette indipendenti con giardino e garage.
Il recupero del centro storico è cosa che spetta al comune se se lo può permettere; in caso contrario, come il nostro, al limite lo si incentiva.
All'incapacità ed all'indifferenza, perché di questo si tratta, delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni non può rimediare il cittadino..

"l'aiutante veloce" ha detto...

GIARDINO E GARAGE....UN SOGNO PER ME!!!!
COMUNQUE SONO D'ACCORDO CON PALMIRO, LE DUE SOLUZIONI DEVONO POTER COESISTERE!!

P.S.: PALMIRO, STO ANCORA ASPETTANDO CHE MI FAI SAPERE QUALCOSA CHE TI AVEVO CHIESTO QUALCHE TEMPO FA.

SALUTI.

PJ ha detto...

E’ storia ormai consolidata quella che vede privati cittadini del nostro paesello preferire al recupero del centro storico la costruzione di casette garage e giardino. Questa libera scelta ha trasformato Prata in 50 anni di attività in quello che oggi è: un borgo antico abbandonato, circondato qua e la da una serie di “cassette garage e giardino” aliene rispetto al contesto. Senza scomodare la Toscana, alterego della nostra evoluzione è S.Stefano; il progressivo spopolamento avutosi dopo la seconda guerra ha evitato a questo centro la nostra controversa fase di espansione, preservandone caratteri ed unicità.
Mi sembra quindi inconfutabile come il libero arbitrio quanto meno ha fatto una vittima; la nostra identità di luogo. Il concetto è astratto e difficile da capire, quindi torniamo all’oggi che interessa di più; in un certo modo l’assenza ormai decennale di un PRG ci preserva da ulteriori nuove costruzioni indirizzandoci obbligatoriamente verso il recupero. Viste idee e sogni di molti paesani, visti i contenuti del piano in itere, mi permetto di dire per fortuna.
Scusate, rigor di logica ed etica rendono inaccettabile un piano che prevede nuove costruzioni in presenza di un patrimonio edilizio abbandonato. Consumare consumare consumare. Questa è tirannia. Altro che libertà. Come dice il De Santis, ci sono altri posti dove è possibile togliersi lo sfizio di un sogno.
Salutiamoci.

Palmiro Cangini ha detto...

E mi ci faccio pure la cantina!
In giardino invece ci metto na malla na pricoca e na c-racia....E se non ci sarà un piano regolatore che me lo permette la farò abusiva tanto c'ha pensato il berlusca a toglierci di mezzo sti problemini burocratici...paghi, quindi condoni, e fai quel caz.. che vuoi!
Purtroppo non credo di poter realizzare il sogno della villetta al mio paese ma come diceva il mitico lazzagana: N 'SUCCEDA MA S SUCCEDA!!!